Guida indipendente · Aggiornata ad agosto 2026

Consular Report of Birth Abroad
la guida completa in italiano

Un figlio nato in Italia da almeno un genitore cittadino statunitense può essere cittadino americano dalla nascita. Il CRBA è il documento che lo certifica. Questa guida spiega, senza scorciatoie, chi ne ha diritto, come si presenta la domanda ai consolati statunitensi in Italia, e cosa succede quando la domanda viene respinta.

Tre domande, in quest’ordine

Quasi tutti arrivano a questo argomento con le domande nell’ordine sbagliato: cercano prima l’appuntamento e poi si accorgono che manca il requisito. La sequenza corretta è l’opposto.

1. Mio figlio ne ha diritto?

La cittadinanza si trasmette solo se il genitore americano soddisfa un requisito di presenza fisica negli Stati Uniti maturato prima della nascita. È il punto in cui si decide tutto il resto.

2. Come si presenta la domanda?

Domanda online tramite eCRBA, documenti caricati in anticipo, pagamento di 100 dollari e colloquio in consolato. Quale sede sia competente dipende dalla regione di residenza.

3. E se viene negato?

Un diniego non è sempre definitivo, ma le alternative dipendono dal motivo. Alcune hanno una scadenza legata all’età del minore.

Il CRBA non concede nulla

È l’errore concettuale più diffuso, e conviene toglierlo di mezzo subito. Il Consular Report of Birth Abroad non attribuisce la cittadinanza americana al bambino: si limita a constatare che il bambino è già cittadino, e lo è dal primo istante di vita, per effetto diretto della legge.

La conseguenza pratica è doppia, e va in due direzioni opposte. Da un lato, se i requisiti erano soddisfatti al momento della nascita, il ritardo nel richiedere il documento non fa perdere nulla: la cittadinanza c’era già. Dall’altro, se i requisiti non erano soddisfatti, nessuna documentazione prodotta in seguito può crearli a posteriori.

Il consolato, in altre parole, non decide se concedere: accerta se un fatto giuridico si è già verificato. Che cos’è esattamente il CRBA →

Il calcolo della presenza fisica

Nella grande maggioranza dei casi tutto si riduce a un’aritmetica: quanti giorni il genitore americano ha trascorso fisicamente negli Stati Uniti prima della nascita del figlio, e quanti di quei giorni sono maturati dopo il suo quattordicesimo compleanno.

È un calcolo che le famiglie sbagliano di continuo, quasi sempre in difetto, perché dimenticano periodi che contano davvero. Prima di dare per scontato che il requisito manchi, conviene fare il conto per bene.

Apri il calcolatore di presenza fisica →

Indice generale

I fondamentali

Chi ne ha diritto

Casi particolari

La procedura

Dopo il rilascio

Se qualcosa va storto

Strumenti e riferimenti

Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026